Un conto è parlare dell’aggiornamento del piano cave provinciale, un altro della richiesta di aprire una nuova cava sul Cornizzolo. Il piano provinciale, per ragioni di logica e buon senso, va definito dopo la nuova legge regionale, per cui il PD ha avanzato una propria proposta, mentre siamo in attesa di quella della Giunta che è ritardata dal dibattito interno alla maggioranza.
Senza il nuovo quadro regionale si rischiano errori. A Lecco nel settore non esistono urgenze e neppure grossi problemi da risolvere, comunque serve un quadro del mercato locale per sapere se siamo autosufficienti e quali problemi eventualmente vanno affrontati.
Diverso è il problema sollevato dalla richiesta della Holcim sulla quale più che uno scontro ideologico vanno fatte controproposte.
1) Il modello di sviluppo per il territorio dei Laghi briantei e della fascia pedemontana punterà sempre di più sulle risorse ambientali turistiche artistiche e commerciali della zona e le nostre imprese dovranno adeguarsi pur sapendo che il loro apporto all’economia resterà quello più importante. Dovremo comunque gestire la trasformazione di molta occupazione industriale orientandola alle novità economiche per non cadere nel ricatto occupazionale.
2) Anche la Holcim deve fare i conti con questa realtà e adeguare il proprio insediamento produttivo sia puntando al rifornimento di materie prime dall’esterno attraverso la ferrovia che già arriva in azienda, sia aumentando il trattamento di rifiuti particolari. Trasformazioni già in atto in un settore che deve fare i conti con il calo di domanda destinata ad assestarsi al ribasso. Questa è la risposta al futuro dell’occupazione e a quello di un mercato che non riprenderà i livelli precedenti.
3) Il mercato del lavoro dell’Alta Brianza e dell’area pedemontana va aperto alla offerta che viene dal Canton Ticino che non è più soddisfatta dal solo frontalierato comasco e varesino. Per riuscirci è necessario e urgente un collegamento ferroviario rapido e diretto che può essere attuato in tempi brevi usando le linee esistenti tra Lecco e Como e nell’area briantea.
Il problema che amministratori, politici e società civile devono affrontare non è né ideologico né ambientale ma di futuro sviluppo. Dobbiamo avere intelligenza e proposte per un accordo di programma che coinvolga tutti a partire dall’impresa nel quale, pur escludendo l’apertura di una nuova cava sul Cornizzolo, non si perda occupazione e si creino nuove occasioni di lavoro.
Carlo Spreafico