Inutile tentare di nascondere che quello che sta succedendo in Regione Lombardia assomiglia sempre di più alla fine di un’epoca politica e di potere caratterizzati dal governo Pdl-Lega. L’eccellenza del “modello lombardo” di qualche anno fa si sta dissolvendo.
Non si può pensare che il ripetersi dei fatti che riguardano la gestione del potere regionale di questi anni siano solo casi umani isolati di malaffare ancora da dimostrare e sui quali attendere fiduciosi il giudizio della Magistratura.
Chi governa la Lombardia da quasi 20 anni deve capire che così non può andare avanti. L’Istituzione regionale viene continuamente indebolita e perde di credibilità agli occhi dei cittadini. Non è corretto da parte della Giunta autoassolversi e scaricare sul Consiglio il risultato politico di quanto succede.
E’ sbagliata la legge elettorale regionale che ha consentito un presidenzialismo assoluto ed unico al mondo che ha svuotato il ruolo dell’assemblea legislativa e che non prevede contrappesi al potere dell’esecutivo presidenziale. Sono errori che noi abbiamo denunciato già anni fa in occasione della redazione del nuovo Statuto proponendo una legge elettorale con tre correttivi rispetto a quella attuale: eliminare il listino del Presidente per sottoporre al giudizio degli elettori tutti i Consiglieri, garantire a tutti i territori la rappresentanza in Consiglio e limitare a due i mandati del Presidente.
Va trovata inoltre una soluzione che consenta la temporanea sostituzione del Presidente (fermo restando la sua elezione diretta) in caso di dimissioni, in modo da non creare un vuoto legislativo nell’attività del Consiglio. L’effetto che fa lo abbiamo già provato in occasione delle due precedenti elezioni di Formigoni al Parlamento. Questa correzione si può fare subito e nel rispetto della legge costituzionale, separando in modo formale il voto dato al Presidente da quello dato al Consigliere. Già oggi avviene di fatto con il voto disgiunto, ma senza effetti istituzionali pratici.
Nella nostra proposta di mettere fine anticipata a questa legislatura, tornando al più presto al voto, non c’è alcun calcolo di convenienza ne di strumentale speculazione sulle difficoltà in cui versa la maggioranza, ma la convinzione da anni consolidata che servono cambiamenti nel sistema elettorale regionale tali da evitare lunghe occupazioni dei posti di governo e soprattutto la evidente necessità che tornare a dare la parola agli elettori lombardi sia l’unico modo per rilanciare la credibilità della politica e delle Istituzioni lombarde.
Per queste ragioni abbiamo proposto di approvare al più presto la nuova legge elettorale regionale e poi votare.