Economia – Lavoro Archivi

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Dote e voucher anche ai giovani artisti

Spreafico (PD): “Dote e voucher anche ai giovani artisti”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 7 febbraio 2012, un ordine del giorno, di cui è primo firmatario Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd e consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza, che impegna la Giunta a tutelare i giovani artisti. Nell’ambito del nuovo Piano sulle politiche di istruzione, formazione e lavoro l’ordine del giorno impegna la Giunta “a individuare con le parti sociali iniziative ad hoc riguardanti l’occupazione giovanile e in particolare consentire l’utilizzo della dote lavoro e/o i voucher, anche a giovani artisti diplomati/laureati in cerca di occupazione, che frequentino un corso di perfezionamento professionale presso una struttura accreditata da Regione Lombardia”.

“E’ una lunga battaglia che ottiene un primo risultato importante per difendere i giovani artisti che soffrono la forte crisi del settore, che, avendo meno risorse sia dal settore privato sia dal pubblico, sta riducendo le occasioni di lavoro e peggiorando quelle economiche – commenta Spreafico –. Se non si investe, rischiamo di perdere migliaia di giovani artisti che dovranno cambiare lavoro o emigrare. La Lombardia, che è un’eccellenza per numero di teatri e orchestre, deve difendere il suo capitale umano artistico tutelando prima di tutto i giovani perché rappresentano il futuro”, conclude Spreafico.

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Formazione professionale e mercato del lavoro

PD: “Pericolosi passi indietro di Formigoni”

Il Gruppo regionale del Partito democratico si è espresso negativamente, oggi, lunedì 30 gennaio 2012, in commissione congiunta IV Attività produttive e VII Istruzione e formazione professionale, sul “Piano di azione regionale 2011/2015 per la programmazione delle politiche integrate di istruzione formazione e lavoro e del sistema universitario lombardo”.

I consiglieri Carlo Spreafico, Stefano Tosi e Fabio Pizzul spiegano il motivo del voto contrario: “Il lavoro congiunto che le due commissioni sono state costrette a fare per esprimere il parere sulla proposta della Giunta è la dimostrazione del grave errore commesso dal Governo Formigoni, a inizio legislatura, di separare la formazione professionale dal mercato del lavoro nelle competenze di due differenti commissioni – dicono gli esponenti del Pd –. Fare formazione coerente con le esigenze del mercato del lavoro lombardo è indispensabile per ridurre lo scarto tra domanda e offerta di lavoro”.

Altro aspetto del piano che i consiglieri del Pd hanno criticato è quello relativo agli accreditamenti: “Non è accettabile che si apra la formazione anche a enti non accreditati senza svilire chi ha rispettato le regole di accreditamento e aprire di nuovo il settore a pericolosi inquinamenti. Un passo indietro che faremo di tutto perché non venga approvato dall’Aula”.

Spreafico, Tosi e Pizzul aggiungono: “Il piano è al di sotto delle esigenze straordinarie del sistema lombardo che nel 2012 dovrà affrontare sfide eccezionali. Non fa passi in avanti nell’applicazione delle pur buone leggi regionali sul mercato del lavoro e sull’istruzione”.

E aggiungono un altro dei motivi per cui il sistema non funziona come dovrebbe: “Non c’è selezione delle priorità formative perché non è mai partito l’Osservatorio del mercato del lavoro, unico modo per dare a studenti e famiglie informazioni per decidere il proprio piano di istruzione finalizzato a trovare lavoro”.

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Più crescita ed equità

Sono in molti  a non capire sia le ragioni della situazione in cui ci dibattiamo scoppiata a causa della crisi finanziaria americana dell’estate 2007, sia il linguaggio delle borse e dei mercati.  Questo genera inquietudine verso il futuro e  scivolamenti nel qualunquismo e nell’antipolitica. Invece è tempo di ragionare per prendere le decisioni giuste senza sconfortarci per le difficoltà.

Qualche volta i numeri possono aiutarci a trovare le risposte per cambiare la realtà, soprattutto quando ce li forniscono autorevoli fonti come la Banca d’Italia, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, l’Istat.

1)      Il pil nel 2008 era di 1568 mild di euro e nel 2011 dovrebbe essere di 1553 mild, ma nello stesso periodo l’inflazione è cresciuta dell’8,5% traducendosi in meno occupati e consumi.

2)      Nello stesso periodo il debito pubblico da 1667 mild di euro (pari al 106,7% del pil )è arrivato a 1872 mild ( 120,5% ) , di cui solo il 5,1% nel periodo dei governi di centrosinistra .

3)      L’inflazione media annua è stata del 2,9% allineata, grazie alla moneta unica europea , a quella degli altri paesi. Diversamente avremmo fatto la fine dell’Argentina.

4)      L’occupazione tra il 2008 e il 2010 ( mancano i dati definitivi 2011 )è scesa di 553.000 unità mentre chi cerca  lavoro è salito da 1.692.000 a 2.134.000 unità e tra i giovani 15/24 anni dal 21.2% si è arrivati al 29,2%. Nel frattempo i precari sono passati da 2.813.000 a 3.757.000.

5)      Il reddito medio dei lavoratori dipendenti da 21.514 euro anno del 2008 sarà nel 2011 di 21.360 con una perdita del potere d’acquisto  del 3.68%.

6)      I redditi da pensione ( dati 2010 ) sono per il 70,5% del totale pensionati ( 16.774.000 ) sotto i 1000 euro mese e solo il 16,1% sta sopra i 1500 euro.

7)      I redditi da lavoro autonomo ( dati 2009 ) ci dicono che i notai sono a 400.000 euro anno , i farmacisti a 126.000, i medici a 60.000, i commercialisti a 50.000, gli avvocati a 43.000, gli assicuratori a 30.000, i gioiellieri a 16.000 ( dati agenzia delle entrate ).

8)      Gli italiani posseggono il 5,75% della ricchezza privata mondiale pur essendo l’1% della popolazione del pianeta e che l’80% di questa ricchezza è costituita da abitazioni il resto da attività finanziarie.

9)      Secondo la Banca d’Italia il 45% della ricchezza nazionale è nelle mani del solo 10% delle famiglie.

10)   La ricchezza nascosta è composta da 250 mild di evasioni, 60 di corruzione , 350 di sommerso e  500 mild nei paradisi fiscali.

Questi sono i numeri da correggere e rappresentano il pericolo per il sistema Italia che non può più tollerarli perché sono un vincolo negativo per la sua crescita economica e un terreno fertile per la speculazione finanziaria internazionale.  L’azione di governo e di chi lo sostiene va giudicata rispetto a questi obiettivi. Serve raccontare la verità al paese senza finti moralismi o fughe , se si vuole che capisca , giudichi e partecipi alle scelte con cognizione di causa.  I problemi del futuro sono più crescita ed equità.

Il PD ha scelto responsabilmente di percorrere questa faticosa strada nell’interesse degli italiani onesti ,poi verrà il tempo del confronto con gli elettori dove ognuno dirà cosa ha fatto e perché e sarà  giudicato.

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Un tavolo lombardo con il governo per un modello regionale di gestione dei problemi

Un Consiglio regionale molto attento e partecipato quello che è stato fatto martedì per parlare di crisi economica in Lombardia, come richiesto dalla mozione di cui è stato primo firmatario e presentatore  Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd.

“E’ stata la dimostrazione della serietà del momento, compresa la conclusione unitaria, con l’approvazione degli ordini del giorno presentati dai vari gruppi – spiega Spreafico –. Il Pd ha svolto un ruolo decisivo per arrivare a questo Consiglio e concluderlo unitariamente. Spero che vengano subito attuati gli impegni assunti in particolare per spostare risorse e interventi sulle politiche attive del mercato del lavoro, la tutela degli ammortizzatori sociali e per un tavolo lombardo di coordinamento con il Governo nazionale e le parti sociali, da cui far uscire un vero e proprio modello regionale di governo dei problemi”.